Barolo contro Brunello di Montalcino

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L'incontro del secolo! 
BAROLO contro BRUNELLO di Montalcino (come Alì contro Frazier)
Quella di mettere l’uno contro l’altro due pesi massimi del vino italiano è un’idea che ci frullava per la testa da parecchio tempo.
Così, sulle orme della disfida dello champagne dello scorso anno, lunedì 19 maggio a Stresa abbiamo ripetuto il gioco di schierare a confronto tre Baroli e tre Brunello di Montalcino. Due grandi vini espressione di due terroir fra i più conosciuti del mondo.
Il Grand Hotel Des Iles Borromées (la nostra casa) ci ha accolti ancora una volta con la solita grande disponibilità. In aula un giudice (Luca Molino detto “di peso"), due avvocati (due principi del foro enologico italiano!) e una giuria composta da 52 votanti attenti e appassionati.
Mauro Carosso (ovviamente per il Barolo) e Roberto Cipresso (poliedrico winemaker globe-trotter  con base a Montalcino) hanno iniziato subito a duellare per convincere la giuria e vincere la disfida: due ore e mezzo a ritmo serrato senza esclusioni di colpi di scena. Le arringhe si sono alternate alla degustazione di sei “campioni” che i due avvocati hanno sapientemente presentato come prove decisive a sostegno delle loro tesi.
Per il Barolo Mauro Carosso ha schierato: Bricco delle Viole di Aldo Vajra, Bric del fiasc di Paolo Scavino e Cerretta di Giovanni Rosso: tre stili e tre comuni di provenienza differenti. 
Mentre per il Brunello di Montalcino, Roberto Cipresso ha scelto di presentare: Solaria, Mocali e la riserva de La Fiorita, non le grandi case del Brunello, ma piccoli produttori di tre zone ilcinesi diverse. 
Tutti i vini  dell’annata 2006.
Con due grandi colpi di teatro finali: un affascinante video “multisensoriale” di Cipresso che accosta musica, immagini e il Brunello e una straordinaria ed emozionante bottiglia di Barolo Borgogno del 1947 che Mauro Carosso ha regalato alla degustazione della giuria.
Per la cronaca, il verdetto “salomonico” (ha vinto il Brunello riserva di La Fiorita, ma nel complesso il Barolo ha prevalso) non ha del tutto chiarito le gerarchie in campo e la giuria all’unanimità si è riservata ulteriori approfondimenti.
 
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