Così ti scannerizzo Bacco

condividi il tuo #corsoais e le tue degustazioni #aispiemonte

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

All’Irvv il cosiddetto “Wine Scan”, uno strumento che consente di analizzare nel dettaglio i campioni per fornire i parametri di un prodotto. E i tempi si accorciano


Sono sufficienti appena trenta secondi adesso per fornire i parametri di un vino. Acidità, alcool, sostanze volatili, acido citrico, tartarico ed insomma tutte quelle componenti che caratterizzano un vino, passano sotto i ‘riflettori’ di un macchinario ad infrarossi, il cosiddetto ‘Wine Scan’. Quasi una radiografia dunque che permette di seguire i vari processi di vinificazione. “Con i metodi classici – spiega Lucio Lo Monte, responsabile dell’Unità laboratorio dell’Irvv – occorrevano mediamente due giorni. Adesso siamo in grado di fornire in tempi molto più brevi risposte ai produttori andando incontro alle loro esigenze. Un metodo innovativo che agevola in particolare le cantine e le piccole e medie imprese”. Da luglio ad oggi infatti sono ben trecentocinquanta i campioni analizzati.
Un’analisi che permette di capire come sta procedendo la vinificazione offrendo nel contempo la possibilità di apportare modifiche qualora si rendessero necessarie. Un acquisto importante dunque nell’ottica della qualità ma anche dell’aspetto economico. E’ sicuro che al termine del processo di vinificazione il prodotto finale abbia raggiunto i traguardi prefissati.
“Un salto di qualità per l’Istituto regionale Vite e vino, – secondo il presidente Leonardo Agueci – non solo per l’ottimizzazione dei tempi ma anche per migliorare la tracciabilità dei vini siciliani adeguandoci ai parametri della Comunità Europea”. Ottantamila euro, questo è il costo del Wine Scan, spesi bene dunque: “L’acquisto – spiega Dario Cartabellotta, direttore dell’Irvv – rientra in una strategia di potenziamento dei laboratori che ci permette di avvicinarci alle utenze e soprattutto di adeguarci alle esigenze derivanti dal fatto che l’Istituto Vite e Vino è riconosciuto dalla Regione Siciliana come organismo di certificazione”.  Un potenziamento che si estenderà anche agli altri tre laboratori (Marsala, Alcamo e Milazzo) e agli altri due sportelli tecnici (Canicattì e Castiglione di Sicilia).

Sandra Pizzurro

(tratto da www.cronachedigusto.it)

Ricerca nel sito

Seguici sui social