Ba&Ba edizione 2015

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Lunedì 11 Maggio si è tenuto presso la Galleria Diana della Reggia di Venaria Reale Ba&Ba, l'annuale evento promosso dall'AIS Piemonte dedicato alle ultime annate in commercio di Barolo e Barbaresco.

 
Il primo elemento che l'ampia panoramica ha messo in rilievo è senz'altro quello della maturità.  Maturità dell'uva raccolta durante le due vendemmie in questione – 2011 per i Barolo, 2012 per iBarbaresco – e maturità espressa dalla gran parte dei produttori in scena nell'interpretare le due (non semplici) annate. Riguardo quest'ultimo aspetto, occorre ricordare che ormai di millesimi veramente "classici" se ne trova sempre meno, così come di vendemmie di facile lettura: in questo contesto sembrano perdere di senso i discorsi sullo "stile" di questo o quel produttore, a favore dell'intelligenza e della capacità dello stesso di saper cogliere la vocazione propria dell'annata. Quando raccogliere? Quanto attendere (se attendere) per l'uscita in commercio? Che ambizione dare al proprio vino? Infine, quando bere?
Ci siamo resi conto, assaggiando e confrontando le varie versioni proposte dei due grandi rossi di Langa, che la doppietta di millesimi in esame ha fornito molti spunti di interesse e in generale si sono bevuti – e si berranno - dei buoni vini. Vini senz'altro maturi e senz'altro molto alcolici, nel caso deiBarolo 2011, ma il titolo alcolometrico è dato quantomai relativo e molti assaggi hanno dimostrato di saper assorbire ed integrare con disinvoltura questa componente. Al contrario, ci siamo più frequentemente imbattuti in Barbaresco eccessivamente caldi, a favore di chi sostiene la maggiore incertezza fenolica della vendemmia 2012 rispetto alla precedente.Inoltre, pare evidente che si potrà bere bene (e quasi subito) coi vini "base" - i nostri village – e questo ancora a riprova della capacità di molti interpreti di lavorare in maniera intelligente sugli assemblaggi, a tutto favore della tipicità del prodotto. Il Barolo classico insomma, che non è solo quello affinato in botte grande, per fortuna. Un dato che d'altra parte non vuole mettere affatto in discussione la classe cristallina di alcuni autentici cru di Langa: la Vignarionda a Serralunga, le Rocche e il Villero a Castiglione, la vallata degli Asili a Barbaresco sono zolle magiche che regalano sempre nebbioli di lignaggio superiore e irriducibile carattere.A questo proposito, se dovessimo mettere da parte il solista e premiare invece la "prova di squadra" , diremmo probabilmente i comuni di Serralunga e Verduno da una parte e quello di Barbarescodall'altra. Nel caso dei Barolo, ci è parsa davvero appassionante la dialettica fra i grandi terreni calcarei e minerali del comune a sud e l'esotismo e la freschezza sempre più seducenti di quello a nord.Spostandoci a Barbaresco, svettano inevitabilmente gli Asili, la Rabajà e la Martinenga, anche in questo caso a dimostrazione della superiore vocazione di un anfiteatro naturale mozzafiato dove il nebbiolo trova finezza e profondità inimitabili.Al di là della panoramica sulle due annate immesse in commercio, infine, un ulteriore aspetto è quello rappresentato dai consueti "pirati" della degustazione, e cioè dalle Riserve – di nome o di fatto - che alcune aziende hanno portato in assaggio, e che offrono la possibilità di riflettere sulla prospettiva di annate meno recenti.
 
Piero D'Ascanio

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